Come si diventa guardia particolare giurata: requisiti, decreto e formazione

13.09.2026
Guardia particolare giurata in servizio di controllo accessi, con divisa e tesserino dell'istituto di vigilanza

A cura di Antonio Cinque — servizisicurezza.net

Chi vuole entrare nella vigilanza privata parte quasi sempre dalla stessa domanda, e quasi sempre dalla risposta sbagliata: "quale corso devo fare per diventare guardia giurata?". La qualifica di guardia particolare giurata non si compra con un corso e non si ottiene per iniziativa personale. È un provvedimento che rilascia il Prefetto, su richiesta di chi ti impiega, e senza quel rapporto di lavoro alle spalle la pratica non parte nemmeno.

Il punto di partenza è l'istituto, non l'aula

Il decreto di nomina a guardia particolare giurata viene chiesto alla Prefettura dall'istituto di vigilanza — o dall'ente che intende avvalersi della guardia — non dal singolo aspirante. La Prefettura, prima di approvare la nomina, verifica che esista un rapporto di impiego con un soggetto autorizzato. Questo ribalta l'ordine mentale con cui molti affrontano il percorso: prima si viene selezionati da un istituto, poi si diventa guardia giurata. I corsi privati che promettono la qualifica a chi li paga, senza alcun datore di lavoro alle spalle, vendono qualcosa che non possono dare.

I requisiti previsti dall'articolo 138 del TULPS

L'elenco è fissato dall'articolo 138 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e non lascia margini interpretativi. Serve la cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea; la maggiore età e l'assolvimento degli obblighi di leva, laddove ancora rilevanti; il saper leggere e scrivere; non aver riportato condanna per delitto; una buona condotta accertata; il possesso di un documento d'identità valido; e l'iscrizione alle assicurazioni obbligatorie previdenziali e contro gli infortuni sul lavoro.

Il requisito che nella pratica blocca più candidature è il quarto. "Non aver riportato condanna per delitto" è più ampio di come viene letto di solito: non riguarda solo i reati contro il patrimonio o la persona, e una sentenza risalente nel tempo non si cancella automaticamente dalla valutazione della Prefettura. Chi ha dubbi sulla propria posizione fa bene a verificarla prima di avviare un percorso di selezione, non dopo.

Il decreto, il giuramento e la scadenza

Verificati i requisiti, il Prefetto approva la nomina con un decreto che ha una durata di due anni e che va quindi rinnovato periodicamente, con una nuova verifica dei requisiti a ogni rinnovo. Prima di entrare in servizio la guardia presta giuramento davanti al Prefetto: da quel momento, quando svolge servizi di vigilanza e custodia, riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio. Non è un dettaglio formale — è la ragione per cui questa figura può fare cose che un operatore non giurato non può fare, e per cui risponde di ciò che fa in modo diverso.

Armato o non armato: due percorsi diversi

Guardia giurata non significa automaticamente guardia armata. Per i servizi che prevedono l'arma serve il porto d'armi per difesa personale, che comporta requisiti ulteriori e visite mediche dedicate, e che segue una propria tempistica. Molti servizi — controllo accessi, telesorveglianza, presidi non armati — si svolgono invece senza arma. Chi non ha o non vuole il porto d'armi non è escluso dal settore: cambia la gamma di servizi su cui può essere impiegato, e spesso cambia anche l'inquadramento.

La formazione: 48 ore prima di andare in servizio

Qui il corso torna, ma nella posizione corretta: dopo la selezione e a carico dell'istituto. Il D.M. 269/2010 stabilisce che gli istituti di vigilanza curino la preparazione teorica e l'addestramento delle guardie dipendenti prima della loro immissione nei servizi operativi, con un percorso teorico-pratico di almeno 48 ore che copre la normativa di settore, le tecniche operative, l'organizzazione aziendale, l'uso delle apparecchiature tecnologiche e gli aspetti etico-professionali. A questo si aggiunge l'aggiornamento professionale periodico, che non può essere inferiore a 4 ore e la cui durata effettiva dipende dalle esigenze formative dell'istituto.

Quanto tempo serve davvero

Non esiste una durata standard, e chi te la promette sta indovinando: i tempi dipendono dalla Prefettura competente, dal carico di istruttorie in corso e dalla completezza della documentazione presentata dall'istituto. È più utile ragionare sull'ordine dei passaggi che sul calendario. Selezione da parte di un istituto autorizzato, istanza alla Prefettura, verifica dei requisiti, decreto di nomina, giuramento, formazione, immissione in servizio. Chi si presenta a una selezione con i documenti in ordine e una posizione personale già verificata accorcia l'unica parte del percorso su cui ha davvero controllo.

In sintesi

Chi presenta l'istanza: l'istituto di vigilanza, non il candidato

Requisiti: art. 138 TULPS, compresa l'assenza di condanne per delitto

Decreto di nomina del Prefetto: durata due anni, poi rinnovo

Servizi armati: serve il porto d'armi per difesa personale

Formazione: almeno 48 ore prima del servizio, a carico dell'istituto (D.M. 269/2010)

Il passaggio che conta, quindi, non è trovare il corso giusto: è entrare in contatto con un istituto che stia cercando personale nella tua zona. Da lì in avanti il percorso è tracciato dalla norma ed è uguale per tutti.