A cura di Effeci Securline — servizisicurezza.net · aggiornato il 6 ottobre 2026
Per anni, chi si occupava di controllare estintori, idranti, impianti di rilevazione fumi o sistemi di allarme antincendio nella propria azienda o nel proprio condominio ha potuto affidarsi a un manutentore senza verificare a fondo le sue credenziali. Quel margine si è chiuso: la fase transitoria è terminata il 25 settembre 2026 e dal 26 settembre 2026 la manutenzione e il controllo di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio possono essere eseguiti soltanto da tecnici manutentori qualificati, iscritti negli elenchi ufficiali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Da dove nasce l'obbligo
La norma di riferimento è il Decreto del Ministero dell'Interno 1° settembre 2021, "Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio", adottato ai sensi dell'articolo 46 del D. Lgs. 81/2008 (il testo unico sulla sicurezza sul lavoro). L'articolo 4 di quel decreto stabilisce che gli interventi di manutenzione e i controlli sui sistemi antincendio devono essere eseguiti da tecnici manutentori qualificati.
Il sistema per rilasciare davvero quella qualifica — esami, elenchi, portale dedicato — ha richiesto anni per essere messo in piedi, e per questo il decreto è stato modificato più volte (nel 2022, nel 2023, nel 2024 e infine il 15 luglio 2025), spostando ogni volta in avanti la scadenza. L'ultima proroga ha fissato la data al 25 settembre 2026: i Nulla Osta Transitori ancora in circolazione non potevano comunque superarla, e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco aveva indicato la fase transitoria come conclusa, senza ulteriori rinvii.
Cosa riguarda, nel concreto
L'obbligo copre la manutenzione e il controllo periodico di: estintori, reti idranti e naspi, impianti di rivelazione e segnalazione incendi, impianti di spegnimento automatico, sistemi di evacuazione fumo e calore, illuminazione di sicurezza e, più in generale, ogni altro impianto o attrezzatura che rientri nelle misure di sicurezza antincendio dell'edificio. Riguarda quindi sia le aziende — uffici, capannoni, cantieri, strutture ricettive, GDO — sia i condomini, che spesso hanno impianti antincendio nelle parti comuni (autorimesse, vani scala, centrali termiche) senza che l'amministratore ne abbia piena consapevolezza.
Chi è un "tecnico qualificato"
La qualifica non è un'autocertificazione. Si ottiene per due strade, entrambe con esame finale davanti a una commissione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: un percorso formativo strutturato secondo i contenuti dell'Allegato II del decreto, oppure — per chi è già del mestiere — un esame ridotto a fronte di almeno tre anni di esperienza documentata nel settore, maturata prima del 25 settembre 2022. In entrambi i casi il tecnico riceve un attestato con QR-code verificabile e viene iscritto in un elenco pubblico consultabile tramite il portale "Corpo Digitale" dei Vigili del Fuoco. La qualifica, una volta ottenuta, vale su tutto il territorio nazionale.
Cosa cambia dal 26 settembre 2026
Un contratto di manutenzione antincendio affidato a un tecnico o a un'impresa privi di qualifica non mette semplicemente "a rischio" l'azienda o il condominio: la manutenzione eseguita da un soggetto non qualificato non è conforme al decreto, con le conseguenze che questo comporta in caso di controllo, di verifica dei Vigili del Fuoco o, nella peggiore delle ipotesi, di un sinistro. Per un datore di lavoro significa che il registro dei controlli antincendio, richiesto dal D. Lgs. 81/2008, va tenuto con interventi tracciabili a un tecnico effettivamente iscritto: non basta la fattura del fornitore abituale.
Cosa verificare adesso
Se non l'hai ancora fatto, il primo passo è chiedere al proprio fornitore di manutenzione antincendio — o, per i condomini, che l'amministratore lo chieda alla propria ditta — se il tecnico che interviene è iscritto negli elenchi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un Nulla Osta Transitorio non basta più: è scaduto al più tardi il 25 settembre 2026. La risposta conviene chiederla per iscritto e controllarla sull'elenco pubblico, tramite l'attestato con QR-code, piuttosto che scoprire dopo un controllo che l'intervento è stato eseguito da chi non poteva farlo. Chi gestisce più sedi o più impianti dovrebbe fare la verifica su tutte, e se un fornitore non è qualificato sostituirlo prima del prossimo intervento programmato, per non lasciare scoperti i controlli periodici.
In sintesi
Norma: DM Interno 1° settembre 2021, ultima proroga con DM 15 luglio 2025
Obbligo in vigore: dal 26 settembre 2026 (i Nulla Osta Transitori scadono al più tardi il 25 settembre 2026)
Chi è coinvolto: aziende e condomini con impianti/attrezzature antincendio
Cosa verificare subito: iscrizione del tecnico negli elenchi del Corpo Nazionale VVF
Controllare oggi chi si occupa della manutenzione antincendio della propria azienda, e se è in regola, evita di scoprirlo al primo controllo.
